«Parlare di Armani a Roma, evoca subito "Donna sotto le stelle" (la celebre kermesse televisiva tutta dedicata alla moda che aveva come sfondo la Scalinata di Trinità dei Monti ndr). Armani ne era la stella assoluta. Spesso vinceva la diatriba con Versace e Valentino ed era lui ad aprire la passerella dei più grandi stilisti italiani». A ricordare l’«Armani romano» è Stefano Dominella, già presidente di AltaRoma (che organizzava le sfilate di alta moda capitoline) e attuale vicepresidente del settore Moda di Unindustria. «Armani riuscì a far andare su tutte le furie i sovrintendenti perché decise, con lo scenografo Portoghesi, di allestire una scenografia senza avvertire le autorità competenti. Voleva un effetto sorpresa così creò dei pannelli neri dai quali uscivano le modelle.
Fu uno scandalo perché cambio la fisionomia della sfilata. Il pubblico rimase a bocca aperta, e lo stilista ottenne il risultato voluto».
Roma è stata fonte di ispirazione di Re Giorgio?
«L’ha ispirato soprattutto il Rinascimento romano. E poi gli piaceva immergersi nel ghetto ebraico. Ci andava spessissimo a cena, era un grande divoratore di carciofi alla giudia».
I luoghi che amava di più della Città Eterna?











