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Nel giro di poche settimane in Germania sono morte sei persone candidate alle elezioni nello stato della Renania Settentrionale-Vestfalia con il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD). La polizia tedesca ha detto che nessuna delle morti è avvenuta in circostanze sospette, ma la coincidenza ha comunque favorito la diffusione su internet di varie teorie del complotto, secondo cui i candidati sarebbero stati assassinati come parte di un piano contro il partito. Negli ultimi giorni queste teorie sono state almeno in parte alimentate da dichiarazioni un po’ ambigue di esponenti di AfD.
Un esempio è un post che la co-presidente di AfD, Alice Weidel, ha scritto su X il 31 agosto. Diceva solo: «Quattro candidati di AfD morti» (in quel momento i morti erano solo quattro, e altri due sono morti in seguito). Non c’erano altre considerazioni. Il testo era un po’ criptico, e poteva suggerire che ci fosse una causa comune per tutte le morti. L’impressione era rafforzata dal fatto che Weidel aveva ripreso il commento di un professore di economia simpatizzante di AfD, Stefan Homburg, secondo cui le morti così ravvicinate e circoscritte di politici di AfD erano un evento «statisticamente quasi impossibile».











