BELLUNO - In un villaggio sul colle del Nevegal bolletta dell'acqua da 11.026 euro (da maggio 2024 a maggio 2025), di cui più dell'80% di costi fissi. E per un appartamento di 70 metri quadri si pagano 149 euro, nonostante un utilizzo saltuario, soltanto come casa vacanze, quindi con consumi minimi. Succede proprio questo, a poche centinaia di metri dal piazzale. Il villaggio in questione è un complesso che fa capo a 12 ville contenenti complessivamente 96 appartamenti, situato in via Ponte nelle Alpi. Una delle persone a capo di una villa è Ondine Giacomin, presidente veneto di Abbav, l'associazione delle locazioni turistiche.
La donna risiede a Venezia, e utilizza l'appartamento immerso nel verde della collina bellunese solo per brevissimi periodi, e spiega l'analisi dei fatti: «Nel mio appartamento il consuntivo 2024-25 ha sfiorato i 150 euro. Vuol dire che spendo 23 euro di acqua e tutto il resto di spese, ovvero più dell'80% del totale. Parlo di un piccolo appartamento in cui non abito quasi mai, se non saltuariamente il sabato e le domenica. Non posseggo lavatrici e consumo poca acqua ma il costo delle bollette è altissimo perché i costi fissi sono spropositati, i più elevati che abbia mai visto in Veneto. Potrebbero essere giustificati se chi emette la bolletta mi dicesse dove abbia speso i milioni di euro, se per fare l'acquedotto o altre opere, ma mi riportino dove l'hanno fatto, perché in questi casi i soldi li metterei volentieri». Giacomin punta anche il dito sulla qualità della gestione. «Considerati questi enormi costi, l’utente si aspetterebbe di avere un servizio eccellente, invece se poi andiamo a interrogare il sito della ditta Servizi Integrati Bellunesi alla voce "interruzioni acqua" troverà delle sorprese, così come anche su "potabilità dell’acqua"».






