BELLUNO - Intossicazione da formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli-Stec: è il momento di tirare una riga. E aprire il portafoglio per chi è stato individuato come responsabile della corsa all’ospedale – tra San Candido, Brunico, Bolzano e Padova – di una bambina di Cortina d’Ampezzo che, nel novembre 2024, aveva solo un anno. Le venne diagnosticata la Seu (sindrome emolitico uremica), malattia acuta che porta a insufficienza renale grave specialmente in età pediatrica. Aveva mangiato il “Saporito della Val di Fassa”, proveniente dal Caseificio sociale di Predazzo e Moena. A risponderne penalmente è l’allora titolare del caseificio, e cioè Gianbattista Vanzo (non più presidente del cda, ma da fine marzo solo consigliere). Ieri la notizia è stata anticipata dal giornale trentino ilT: quasi 8mila euro – 7.750, per la precisione – sono a suo carico. È questa la condanna pecuniaria prevista per questo tipo di reato. Nessun risarcimento alla famiglia, quindi. In quanto titolare dell’azienda che produce formaggi, il 45enne Vanzo si è visto recapitare il decreto penale di condanna, una multa. L’accusa a suo carico sta nell’aver commercializzato e messo in vendita lotti che erano contaminati dal batterio Escherichia Coli produttore di shigatossina (Stec).
Bambina di un anno intossicata dal formaggio, multa di quasi 8mila euro al titolare del caseificio
BELLUNO - Intossicazione da formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli-Stec: è il momento di tirare una riga. E aprire il portafoglio per chi è stato individuato come...







