Il duplice danno del fumo di sigaretta. Per la salute di chi è dipendente dalla nicotina. Per la salute dell’ambiente, visto che i filtri sono fatti di una plastica chiamata acetato di cellulosa: un materiale non biodegradabile, ma fotodegradabile, cioè che si disgrega sotto l'azione della luce UV, frammentandosi in microplastiche, inquinando fiumi e oceani. Per dissolversi nell’ambiente impiegano diversi anni, dai 5 ai 12 a seconda delle condizioni. Il risultato è un danno ambientale di dimensioni enormi e difficilmente contenibile.
Plastica, mozziconi e cotton fioc: sulle spiagge 892 rifiuti ogni 100 metri
a cura della redazione di Green&Blue
02 Aprile 2025
Si stima che i mozziconi di sigaretta siano il rifiuto più diffuso sul pianeta. Ogni anno sono scartati 4,5 trilioni di filtri e circa 800.000 tonnellate di questa plastica finiscono nell’ambiente. Insomma un problema non da poco, che si somma anche alla poca consapevolezza, da parte dei fumatori, sul ruolo marginale del filtro delle sigarette (introdotto negli anni Cinquanta), nel ridurre i danni da fumo. L’industria del tabacco lo introdusse ormai 70 anni fa, quando iniziò a crescere la preoccupazione pubblica che il fumo di sigaretta fosse correlata al cancro ai polmoni. Vennero introdotti i filtri, come protezione dalle sostanze tossiche del fumo, ma le ricerche scientifiche successive hanno smentito quella che ancora oggi è una falsa credenza.






