Dal 1980 era un universo con le sue regole, un locale dove il mondo era davvero al contrario rispetto allo status quo e al conformismo. Per fortuna e con orgoglio
di Albi Scotti
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“Il 28 giugno 2025 è stata l’ultima serata del Plastic”. Con questo incipit laconico e secco, la squadra del leggendario locale milanese annuncia su Instagram la chiusura di quello che è stato per 45 anni uno dei club più importanti della storia e della cultura mondiale. Se non siete mai stati al Plastic, penserete che stia esagerando. Vi sbagliate. Il Plastic apre nel 1980, in una Milano pre-riflusso che già si apprestava a diventare “da bere” ma ancora portava i lividi delle bombe e delle pistole degli anni 70. Lucio Nisi e Nicola Guiducci mettono in piedi una specie di club con poche luci, un impianto audio, una consolle, e la voglia di fare festa come si fa a New York in quegli anni. Nisi è un imprenditore che si lancia nel buio (della notte), Guiducci uno che gira il mondo e ne conosce il battito. Il Plastic non assomiglia a nessun posto della Milano dell’epoca (e nessuno ci assomiglierà nemmeno dopo), i suoi pari si trovano appunto nella New York sotterranea, nella Londra del melting pot, nella Parigi più godereccia.






