“Vogliamo passare da dispositivi che le persone controllano, a quelli che davvero comprendono chi li possiede e si adattano alle loro esigenze”. Alla vigilia di IFA, la fiera dell’elettronica di consumo più importante d’Europa, Samsung ha rinnovato la sua missione più ambiziosa: andare oltre la domotica e una casa semplicemente connessa, verso un “ambiente AI” che manifesti la propria intelligenza al momento opportuno.

“AI” - artificial intelligence - è la parola d’ordine anche a Berlino, la città in cui IFA si svolge da 101 anni. E sul palco di Samsung è stata pronunciata - come ha sottolineato ironicamente il CMO europeo Benjamin Braun - più di cento volte.

Oggi televisori, frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie firmati Samsung sono in grado di comprendere il linguaggio naturale - e rispondere in alcuni casi – con voci sintetiche oppure con del testo. Il dialogo con l’utente – che può, ad esempio, chiedere a una lavatrice come rimuovere una macchia di caffè – ha un obiettivo chiaro: semplificare la vita quotidiana, eliminare passaggi superflui e aggirare quei menu complicati che nessuno ha mai amato. Quegli stessi menu che, un tempo, richiedevano di sfogliare il libretto delle istruzioni. Oggi non ce n’è più bisogno, o quasi.