Genova – In ogni mondo ci sono un prima e un dopo: per la moda, Giorgio Armani - un nome che da solo evoca uno stile inconfondibile - è lo spartiacque del 'niente sarà più come prima'. Perché in un tempo in cui chiunque dice senza vergogna tutto e il contrario di tutto, Giorgio Armani - mancato oggi a Milano a 91 anni, che aveva compiuto l'11 luglio - è stato simbolo assoluto di coerenza. Giorgio Armani in Liguria, l’approdo a Portofino lontano dal lavoro Di pensiero, che si è fatto stile, in un'unità di intenti di una vita, iniziata l'11 luglio 1935 a Piacenza, e di una carriera, cominciata nel 1975, che ha portato 're Giorgio' - come era affettuosamente chiamato - ad essere a capo di un gruppo, fieramente indipendente, simbolo del made in Italy. La camera ardente per l'ultimo saluto sarà allestita a partire da sabato 6 settembre e sarà visitabile fino a domenica 7 settembre, dalle ore 9 alle ore 18, a Milano, in via Bergognone 59, presso l'Armani/Teatro.

Giorgio Armani a Portofino nel 2022 (foto Fabio Piumetti)

Per sua espressa volontà, i funerali si svolgeranno in forma privata. In 50 anni di lavoro, consacrati da copertine su Time, dal successo a Hollywood, dalle One Night Only in giro per il mondo, dall'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferitagli dal presidente Mattarella, mai una contraddizione, uno sgarro a un'etica fatta di dedizione e passione. Che Giorgio Armani fosse un perfezionista, capace di controllare ogni vetrina e ogni uscita di una sfilata una a una, di sorvegliare da vicino ogni dettaglio, è cosa nota. "Sono pragmatico e razionale, ma le mie azioni vengono tutte dal cuore" aveva sottolineato lui, presentando anni fa il libro intitolato proprio 'Per amore'.