Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

4 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 13:43

Il modellino del tram giallo ribattezzato Elevador da Glória, l’attrazione turistica che collega a Lisbona la centralissima Praça dos Restauradores al Giardino di São Pedro de Alcântara, è il souvenir più popolare del Portogallo, come i modellini della Torre Eiffel e del Colosseo. L’originale, quello vero, dopo il deragliamento avvenuto alle 18 del 3 settembre, in una delle ore di punta della movida della capitale, è accartocciato dopo lo schianto avvenuto nell’impatto contro un edificio, subito dopo la curva. Le immagini dell’incidente, riprodotte dall’intelligenza artificiale e rilanciate più volte nelle televisioni portoghesi, sono agghiaccianti. La tragedia si è consumata in 51 secondi. Il macchinista André Marques è stato la prima vittima accertata delle diciassette di un bilancio ancora provvisorio. Aveva 40 anni e lascia due figli.

Il day after di un disastro che ha colpito al cuore la fragile Europa di questi tempi – a Bruxelles e Strasburgo bandiere a mezz’asta -, in una Lisbona dove sono stati proclamati tre giorni di lutto, tra i bollettini dell’ospedale, la contabilità delle nazionalità tra le vittime, le dichiarazioni dei testimoni dell’incidente e la rimozione delle macerie stanno emergendo elementi inquietanti. La spiegazione tecnica della tragedia è stata fornita a caldo: la rottura del cavo di sicurezza dell’ascensore che collega i due tram, quello in salita e quello in discesa. La società Carris, responsabile della gestione dell’ascensore, in un primo momento ha assicurato di aver eseguito “tutti i protocolli di manutenzione necessari” e di aver “rispettato scrupolosamente i programmi di manutenzione mensile e settimanale”, ma è subito emerso che la stessa manutenzione è stata affidata da tre anni a una ditta esterna, per risparmiare sui costi. L’esternalizzazione è una prassi che negli ultimi venti anni si è diffusa nel mondo e riguarda, spesso, il protocollo della sicurezza. Carlos Moedas, ingegnere ed economista, sindaco di Lisbona dal 2021, subito dopo il disastro ha ordinato il fermo dei quattro ascensori della città, ma sono proprio gli amministratori della capitale portoghese i primi responsabili di questa tragedia.