Il periodo estivo, pur non mancando qualche argomento da ombrellone, leggero o reso tale, se non tragicomico, come alcune polemiche sulle elezioni regionali, è stato caratterizzato da avvenimenti internazionali di grande rilievo come i dazi americani e le due guerre in corso dentro o ai margini dell’Europa. Con queste situazioni, continueranno a tenere banco nei mesi che verranno le notizie dei megainvestimenti sull’AI, nonché dei relativi megarisultati e megapericoli per il genere umano.

È in questo clima di angosciante incertezza che i giovani diplomati italiani di quest’anno sono chiamati ad assumere una decisione capitale per l’intera loro vita professionale. L’Università? Quale Università? È possibile dare loro qualche consiglio proprio mentre ne ricevono da ogni parte, tanto disinteressati quanto interessati? D’altra parte è questo il tempo in cui hanno avuto ingresso nel sistema formativo Università che hanno un dichiarato scopo di lucro. Non meraviglia dunque che alcune di esse utilizzino tecniche pubblicitarie, in qualche caso addirittura da tre per due, proprio come nei supermercati. Come “persona informata dei fatti”, vorrei fornire loro qualche consiglio soltanto di metodo.