Visto da vicino, forse, Jannik Sinner è ancora più un "alieno". Parola di Lorenzo Musetti, che nel derby azzurro nei quarti degli Us Open ha ceduto di schianto in due ore con il punteggio di 6-1 6-4 6-2. Un match impari, con un barlume di equilibrio solo nel secondo parziale e a inizio del terzo, quando poi l'altoatesino è letteralmente volato via. E di fronte non aveva un carneade, ma il numero 10 al mondo.
"Sono rimasto impressionato da Jannik oggi, mi ha spinto al limite - riconosce sportivamente il carrarino, tornato in grande spolvero dopo un inizio di stagione sensazionale e una estate di crisi tecnica e psicologica -. E' migliore di me, e lo ha dimostrato. Ha strameritato".
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"Jannik - prosegue Musetti al termine della partita - ha vinto su tutti gli aspetti. Non avevo mai giocato di notte e credo ci sia parecchia differenza. Non sono mai riuscito a trovare una quadra di gioco che gli abbia dato fastidio". "Il secondo set è quello in cui ho servito meglio. Quando ho avuto due palle break di fila, avrei potuto rischiare un po' di più. L'unico rimpianto che posso avere è quello di non essere riuscito a ingabbiarlo nel mio gioco. Ero sempre un po' in balia del suo gioco".











