ROMA «Sono molto arrabbiato. Attendo di capire e di ascoltare la loro versione. Poi vedremo». Chi ha parlato ieri con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, assicura che non basterà un comunicato a placare la sua indignazione per l’attacco ai nostri militari in Libano. Come non basta la scusa, venuta dall’esercito israeliano, che accanto a quei militari era stata avvistata una «presenza sospetta». Crosetto attende una relazione dettagliata da Israele su cosa abbia davvero spinto l’Idf a colpire così vicino ai nostri caschi blu. E solo dopo deciderà quali azioni intraprendere. Ma una cosa è certa: il governo italiano non intende lasciare questo episodio senza conseguenze.
Attacco in Libano, l’accusa di Crosetto: «Una scelta precisa». Gli equilibrismi diplomatici e la volontà di non lasciare correre
L'indignazione del ministro della Difesa dopo l'attacco ai militari italiani in Libano









