Le vie della nostalgia sono infinite. C’è caso che una di queste porti a un’epoca, primi anni Sessanta, nella quale il mondo trovava sollievo, o ci provava, all’idea che esistesse una linea diretta tra i potenti della Terra. Tra Washington e Mosca, in particolare, con quello che divenne ben presto universalmente noto come il Telefono rosso.

L’argomento è stato evocato e sviscerato in una puntata di Passato e presente su Rai Storia (sabato scorso, recuperabile su RaiPlay). Paolo Mieli con la storica Marilena Gaia ha smontato leggende e ricreato solide realtà, in quella che è una vicenda di una certa suggestione.

Primo, agli inizi non c’era nessun telefono ma si trattava di telescriventi in azione, con mille prudenze e cautele. Secondo, la questione del Telefono è squisitamente fiction, nel senso che la dizione, e l’ipotesi che John F. Kennedy e Kruscev stessero con la cornetta in mano a parlarsi — come in certi spot pubblicitari di molti anni dopo — nasce per colpa, ovvero merito, di Stanley Kubrick e del suo Dottor Stranamore, in una scena famosa. Il primo messaggio scritto? The quick brown fox jumps over the lazy dog. Ovvero la frase che per convenzione universale è stata adottata in quanto contiene tutte le lettere dell’alfabeto.