Di parere opposto il Comitato Pro Palestina di Udine, che ha accolto con favore le parole di De Toni, pur criticandone l’impostazione. Secondo gli attivisti, «tentare di spostare una questione politica su un piano di ordine pubblico non solo è pericoloso ma è un’operazione che distoglie l’attenzione dalle vere responsabilità di chi ci governa». La richiesta è netta: stop alla vendita di armi a Israele e alla cooperazione economica, compreso il gemellaggio tra Udine e Modi’in, città israeliana definita «insediamento illegale ai sensi del diritto internazionale».