«Avevo il timore di attacchi, ma mai avrei pensato potessero arrivare a quanto è emerso dall'inchiesta temo che si sarebbero potuti spingere a creare delle false prove contro di me non avendo trovato nulla col dossieraggio». Lo ha messo a verbale come testimone, davanti ad inquirenti e investigatori, il cantante Alex Britti, una delle vittime, stando all'inchiesta della Dda di Milano e della Dna, del gruppo delle presunte cyber-spie di Equalize. Per i pm, il «committente» del presunto spionaggio ai danni del cantautore sarebbe stato Fulvio Pravadelli, ex Publitalia e dg della Veneranda Fabbrica del Duomo, il quale avrebbe chiesto agli uomini dell'agenzia di investigazione di acquisire informazioni pregiudizievoli su di lui, mentre si stava separando da sua figlia.
Inchiesta sui dati trafugati Equalize, Alex Britti agli inquirenti: «Non avrei mai pensato di essere spiato. Quando ho letto il mio nome mi ha preso un colpo»
Il musicista, ascoltato dagli inquirenti: «Avevo il timore di attacchi, ma mai avrei pensato potessero arrivare a tanto». Manipolate anche le chat di Boeri








