Il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina ha ottenuto l’approvazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) lo scorso 6 agosto. Si tratta di un’opera da 13,532 miliardi di euro che avrà un impatto importante sull’ambiente e sull’avifauna migratrice.
In un precedente focus, abbiamo inquadrato il problema generale del rischio di collisioni degli uccelli contro l’infrastruttura, ma ora, progetto definitivo alla mano, scopriamo che, nonostante gli sforzi dei progettisti per mitigare il triste scenario, non si potranno salvare dal pericolo i migratori che ogni anno a decine di migliaia attraversano lo Stretto.
Da anni le associazioni ambientaliste, supportate da ricercatori ed esperti, parlano dei rischi della struttura per l’avifauna, critiche cui il ministro Matteo Salvini nel 2022 replicò dichiarando: “Qualcuno ha detto che il Ponte sullo Stretto di Messina potrebbe causare problemi agli uccelli che ci andrebbero a sbattere, ma gli uccelli non sono scemi, voleranno evitandolo”. Non sarà proprio come il ministro immagina. Vediamo perché, citando stralci del progetto definitivo e della relazione del progettista.
Voce “collisioni”






