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Varato un rilancio da 750 milioni. I Benetton aderiscono, così farà anche l'Enpam

Un'integrazione da 750 milioni di euro cash all'offerta su Mediobanca. Questo il rilancio approvato dal consiglio d'amministrazione di Banca Mps riunitosi nella serata di lunedì sotto la presidenza di Nicola Maione. Ha prevalso la linea suggerita dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio, che ha spinto per un rilancio più robusto (0,90 euro ad azione) per centrare l'obiettivo di raggiungere almeno il 50% di adesioni che gli permetterebbe di accelerare il godimento delle Dta, i crediti fiscali per le perdite pregresse che aumenterebbero la redditività del futuro istituto aggregato di 500 milioni l'anno (mentre se le adesioni si fermassero prima sarebbero 300 milioni annui). La componente cash si somma alle 2,533 azioni Mps di nuova emissione previste dal rapporto di scambio iniziale per un controvalore complessivo dell'operazione che ora raggiunge 13,5 miliardi (16,33 euro per azione) assumendo un'adesione totalitaria all'offerta con un premio che Rocca Salimbeni calcola essere dell'11,4% rispetto alle quotazioni di Piazzetta Cuccia depurate dell'acconto dividendo. L'istituto, nel ribadire che manterrà un indice patrimoniale Cet1 al 16% anche in caso di adesioni totali e la politica sui dividendi fino al 100% dell'utile, afferma che il rilancio è «una concreta testimonianza del valore industriale dell'operazione».