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Ultimo aggiornamento: 19:01

Francavilla Fontana, provincia di Brindisi. Per cinque giorni all’anno, in questa cittadina del sud profondo, le strade smettono di camminare al loro solito passo. Le piazze, abituate all’eco delle processioni, al brusio dei mercati, alla monotonia quotidiana, diventano un organismo pulsante, travolto dalla musica. È il tempo di Francavilla è Jazz, quest’anno giunto alla dodicesima edizione. Non un festival come gli altri, ma un’increspatura dentro il quotidiano, capace di trasformare una cittadina di provincia in capitale effimera.

Piazza Giovanni XXIII, da mercoledì 3 a domenica 7 settembre alle 21 (ingresso gratuito come da tradizione), diventa scena aperta: balconi e lampioni fanno da scenografia, i passanti diventano pubblico. Due pianoforti uno di fronte all’altro e incomincia la magia con Danilo Rea e Dado Moroni. Il loro “duello” non è accademia, è un gioco feroce con la tradizione. Standard e melodie italiane vengono smontati e riassemblati come d’incanto.

Poi, giovedì 4, Kanata, progetto di Giuseppe Bassi con Javier Girotto e Daniel Karlsson. “Andare oltre”: così si traduce il titolo dal giapponese, e oltre, loro, ci vanno davvero. Il lirismo argentino incontra il rigore nordico, mentre il contrabbasso mantiene la rotta mediterranea. Il violino di Nanaco Terui graffia come un coltello. È musica che non concede distrazioni, che obbliga a restare dentro.