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Il ministro dell'Interno francese vuole creare una legge contro i rave party simile a quella varata dall'Italia a ottobre 2022

Per mettere un freno alla deriva dei rave party in Italia, il governo Meloni pochi mesi dopo l'insediamento ha varato una legge molto più stringente per vietarli. Una contromisura ritenuta necessaria per mettere un freno ai raduni selvaggi con alcol e droga che, in più di un'occasione, hanno condotto partecipanti alla morte. Dopo quell'intervento, in Italia il fenomeno si è notevolmente ridimensionato, anche perché proprio a causa dell'assenza di una legge valida precedente, il nostro Paese era una delle mete privilegiate per questo genere di eventi. Ora è la Francia a fare i conti con un problema simile, tanto che il governo di François Bayrou, tramite il ministro degli Interni Bruno Retailleau, pensa di seguire le orme del governo Meloni.

Una decisione inaspettata nel mezzo dell'ennesima crisi diplomatica tra Francia e Italia innescata dalle parole scomposte del premier transalpino sul nostro Paese. Eppure, Retailleau ha espressamente citato il provvedimento adottato dal nostro Paese il 31 ottobre 2022, spiegando che "l’Italia, tre anni fa, ha approvato una legge molto dura in cui criminalizzava l’organizzazione di queste manifestazioni. Sono vietati. Dovremo fare la stessa cosa in Francia". Ma la situazione francese di partenza è diversa da quella italiana, dove c'era una legge preesistente, anche molto blanda, che il governo ha inasprito con multe fino a 10mila euro, rendendolo penale. La Francia non dispone di una legge simile, attualmente non ha un divieto specifico per i "raduni non autorizzati" come vengono definiti dalla legge italiana e dovrebbe creare da zero un provvedimento contro i rave party che ne preveda il sanzionamento.