Il vecchio manifesto o cartellone a bordo strada non basta più. Così come l’inserzione sui giornali. Le aziende guardano alla rete. E almeno un’impresa su tre, nei Paesi dell’Ue, nel 2024 ha deciso di promuovere, con inserzioni a pagamento, la propria attività online. A descrivere questo scenario è un rapporto di Eurostat che analizza quanto avviene e come si comportano diversi Paesi dell’Ue.

«Tra i 20 paesi dell’UE con dati disponibili per il 2024, la pubblicità su Internet è stata utilizzata da più di 3 imprese su 5 a Malta con una percentuale del 60,4% e da quasi la metà delle imprese in Finlandia con il 49,8%, e Cipro 49,4% - scrive Eurostat -. Allo stesso tempo, ha riguardato meno del 25% delle imprese in Romania, la percentuale è del 22,8%, Polonia con il 23,2% e Portogallo con il 23,6%.

Le nuove sfide tra spot e app

La nuova sfida della pubblicità viaggia in rete, con una serie di strumenti che spaziano dalle inserzioni su siti molto visitati, alle app. «Il metodo più popolare è l’uso delle informazioni dalle visualizzazioni dei contenuti da parte degli utenti su pagine web o parole chiave dalle loro query, che è noto come pubblicità contestuale - si legge nel rapporto -. Questo metodo è utilizzato dal 76,8% delle imprese dell’UE che pagano per gli annunci su Internet».