Chi ha allenato Roger Federer e l’ha accompagnato in cima all’Olimpo del tennis non può che fornirci l’analisi ideale sulla settimana degli US Open: Ivan Ljubicic ci apre anche nuove stanze dell’universo Sinner e del tennis d’élite. Ivan è un personaggio incredibile, come raccontato nello special di Sky Ljubicic, l’uomo salvato dal tennis: fuoriuscito nel 2003 dalla sua Banja Luka in seguito alla sanguinosa guerra civile che, a inizio anni ’90, frantumò l’ex Jugoslavia, è diventato un campione di tennis in Italia sino a vincere 10 tornei dell’Atp, una Coppa Davis, una medaglia olimpica e arrivare al numero 3 negli anni della grande dittatura dei Big Three (Federer-Nadal-Djokovic).

Se lo aspettava un Sinner un po’ in difficoltà contro Shapolavov?

«Una partita non liscia come l’olio succede in uno slam che dura due settimane e le partite ai giocano tre set su cinque. Ma non ne farei assolutamente un problema»

Il servizio di Jannik non ha funzionato a dovere.

«Vero, il problema di questo colpo che ha giocato a volte sotto il 50% è stato meccanico, ma capita. A Sinner farà sicuramente bene la consapevolezza d’aver vinto una partita giocando non bene. Lo rilasserà, paradossalmente».