"Prima di fare un piano dobbiamo ascoltare quello che vogliono i palestinesi.

Tutto ciò che si può fare per aiutarli si faccia, ma non credo si debba agevolare la fuga dei palestinesi. Per esserci uno Stato deve esserci anche un popolo, dobbiamo riunire Gaza alla Cisgiordania e il popolo palestinese deve avere uno Stato, che deve riconoscere Israele e che Israele non consideri una minaccia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine della visita al policlinico Gemelli di Roma ai bambini palestinesi ricoverati commentando il piano Usa per Gaza.

Alla ministra dell'Autorità nazionale palestinese "ho ribadito la posizione italiana sulla soluzione dei due popoli due Stati. L'Anp è il nostro unico interlocutore e siamo convinti che il futuro della Palestina deve essere senza Hamas e deve vedere l'Autorità Nazionale Palestinese protagonista", ha aggiunto il ministro.

"Ho ribadito alla ministra palestinese l'impegno dell'Italia per un immediato cessate il fuoco, così come per la liberazione ostaggi. Siamo contrari alla nuova offensiva su Gaza così come ho ribadito la nostra condanna agli attacchi contro i villaggi in Cisgiordania. Consideriamo gravi gli attacchi ai villaggi cristiani, questo perché i cristiani rappresentano un elemento di stabilità, pace e dialogo in Cisgiordania, Gaza ed in tutto il Medio Oriente", ha detto. "Siamo impegnati a tutto campo per il cessate il fuoco a Gaza, con la fine degli attacchi israeliani. Siamo contrari a qualsiasi insediamento in Cisgiordania. Abbiamo detto a Copenaghen che siamo pronti a sostenere sanzioni più dure nei confronti dei coloni violenti. È una scelta politica. Questi coloni puntano a disarticolare la costruzione di uno stato palestinese che noi riconosciamo, ma finché non c'è uno stato è difficile fare un riconoscimento. Noi riconosciamo l'Anp".