Confesso che mi ha molto colpito la storia della adolescente sedicenne di Piacenza, già madre di un bambino, in dolce polemica con la scuola che non le ha ancora accordato la possibilità di proseguire con la didattica a distanza. E bene ha fatto il quotidiano Libertà di Piacenza a raccogliere la storia e rilanciarla.

Non so come andrà a finire ma una cosa mi è chiara: questa ragazza, studentessa modello con voti alti, ha già vinto; mentre per il solo fatto di indugiare la scuola ha già perso. Il coraggio di una ragazzina che ha portato avanti la gravidanza e ora la maternità sfidando l’illogica burocrazia di chi non riesce più a comprendere il senso della vita, le sue storie e pretende pure di essere un educatore.

Non lasciamo sola questa ragazza, seguiamola discretamente almeno su questa battaglia di civiltà. Mi domando come sia possibile arrivare alla questione dad sì, dad no. Mi domando cosa sia saltato in testa alla dirigente di seguire la burocrazia e non il buon senso: ma in che razza di mondo ci siamo infilati se non sappiamo nemmeno più affrontare norme appiccicose come chewing-gum. Che razza di scuola stiamo portando avanti? Facciamo riforme ogni tot anni, inseguiamo le sfide disumane dei social, impartiamo lezioni e lezioncine alle giovani generazioni e poi di fronte al coraggio di una ragazza madre la lasciamo sola, le rifiutiamo la possibilità di seguire le lezioni a distanza, cioè di utilizzare l’abc tecnologico per una ragione sacrosanta.