È ripartita, dopo essere stata costretta a a rientrare in porto per il maltempo, la Global Sumud Flotilla. Non erano state le minacce del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir, ma il vento a costringere la delegazione spagnola a girare la prua e tornare in porto a Barcellona, da dove erano partiti ieri pomeriggio. “A causa delle condizioni meteo avverse, siamo obbligati a tornare in porto in attesa che la tempesta passi”, hanno fatto sapere dal comitato organizzatore. E infatti dopo alcune ore è ripresa la traversata verso Gaza.

“Vento a 30 nodi pericoloso per le nostre barche”

Per scelta e strategia, le barche sono piccole, navigare con trenta nodi di vento metterebbe a rischio la sicurezza degli equipaggi a bordo, quindi si era deciso di mettersi al riparo e aspettare condizioni meteo più favorevoli. “Abbiamo deciso di dare priorità all’incolumità delle persone anche per non compromettere le possibilità di successo della nostra missione”, dicono da Barcellona.

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Safety first, la sicurezza prima di tutto. Regola numero uno in mare. E il Mediterraneo di fine estate, si sa, è capriccioso, improvvisamente si può gonfiare di venti che rendono difficile governare barche di piccole dimensioni. Ne erano consapevoli organizzatori e partecipanti alla Global Sumud Flotilla, che hanno annunciato il proprio calendario di navigazione, sottolineando sempre “meteo permettendo”. Con la delegazione italiana è stato più clemente.