Roma, 1 set. (askanews) – Il Consiglio dei Capi di Stato dei Paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) ha approvato oggi la “Dichiarazione di Tianjin”, che pone termine al summit a cui hanno partecipato 27 tra capi di stati e di governo eurasiatici, tra i quali il presidente russo Vladimir Putin, il primo ministro indiano Narendra Modi, oltre ovviamente al padrone di casa Xi Jinping. Nel documento, si pongono i principi di un raggruppamento, che sembra orientato a diventare l’alternativa globale al sistema incentrato sugli Stati uniti.

“Gli Stati membri sostengono il rispetto del diritto dei popoli a scegliere in modo indipendente e democratico i propri percorsi di sviluppo politico e socio-economico, sottolineando che i principi di rispetto reciproco per la sovranità, l’indipendenza, l’integrità territoriale degli Stati, l’uguaglianza, il mutuo vantaggio, la non ingerenza negli affari interni e la non minaccia o uso della forza costituiscono la base per uno sviluppo sostenibile delle relazioni internazionali”, si legge nella Dichiarazione di Tianjin.

I Paesi della Sco aderiscono a una politica che esclude approcci basati su blocchi e logiche di confronto nella soluzione dei problemi dello sviluppo internazionale, aggiunge la dichiarazione.