Esperienze uniche. Emozioni da ricordare. Secondo Michael Kliger, il ceo di Mytheresa, il lusso ha sempre meno a che fare con gli oggetti che possediamo e sempre più con le sensazioni e i momenti che può regalare. Look smart casual, occhiali dalla montatura nera, Klinger dal 2015 è alla guida della piattaforma che ha rivoluzionato lo shopping online, nata nel 1987 con una boutique a Monaco, sul web nel 2006 e quotata in Borsa dal 2021. Lo intervistiamo mentre è in partenza verso uno dei tanti eventi che il colosso luxury organizza per i top client in tutto il mondo. È una delle caratteristiche che fanno la differenza tra Mytheresa e altri shop simili, forse responsabile, almeno in parte, di quel più 17,9 per cento nel valore lordo delle vendite proprio per i top client e più 8,8 nella media del valore degli ordini, con una customer satisfaction dell’86 per cento. Il tutto in un periodo non facile per il lusso. «Dopo l’esplosione del momento post-pandemico, il settore ha accusato le difficoltà economiche di uno dei clienti più importanti, la Cina, che ha rallentato», spiega. «Ma il punto più basso è già alle spalle, ne sono certo: la domanda sta risalendo. Quanto e quanto rapidamente non so dire, ma la tendenza si è invertita», assicura forte anche della recente acquisizione di Yoox Net-A-Porter. Il gruppo, dal nuovo nome di LuxExperience, riunisce oggi sotto lo stesso tetto Mytheresa, Net-à-Porter, Mr Porter, Yoox e The Outnet, per un valore complessivo stimato di quasi tre miliardi di euro. L’operazione, chiusa ad aprile 2025, ha portato alla nascita di una nuova holding quotata al NYSE con il simbolo LUXE. «L’obiettivo è creare uno dei player globali più forti del lusso digitale, ottimizzando sinergie operative e tecnologiche, mantenendo però l’identità distinta dei vari brand». Nonostante la fusione, infatti, l’idea è di conservare linee di prodotto distinte, dedicate a target diversi. Mytheresa conta oltre 250 brand e si concentra su clienti di alta gamma; Net-à Porter e Mr Porter ne propongono oltre 700, con un focus più orientato alle tendenze. Kliger traccia il percorso a medio termine dell’azienda, partendo proprio dalle caratteristiche “money can’t buy experience” e dell’importanza di costruire momenti unici che facciano sentire gli utenti parte di un club esclusivo. Parliamo di un piccolo gruppo di happy few, il 3,5 per cento di chi fa acquisti su Mytheresa, che contano per il 38,5 per cento dei profitti e godono di attenzioni speciali: personal shopper, collezioni da vedere e acquistare prima di tutti gli altri, consegne più rapide, e-mail prioritarie. Gli ultimi lanci in anteprima e capsule collection hanno i marchi di Loewe, Etro, Balenciaga, Manolo Blahnik, Saint Laurent, Bottega Veneta, Tod’s, mentre la collaborazione con Prada si è rafforzata con i diritti globali di distribuzione estesi agli Stati Uniti. Un mondo a sé, che parla il linguaggio globale del lusso e va ben oltre l’ultima it-bag: «Le persone oggi tendono a spendere meno nei soliti prodotti, cercano un’esperienza a tutto tondo e un legame con il brand e le persone che lo incarnano. Fino a qualche anno fa, c’era la corsa all’oggetto iconico, il lusso si doveva possedere. Oggi lo si vuole vivere. Per questo leghiamo ad abiti e accessori momenti speciali da passare insieme: l’incontro con il designer, una cena speciale, la visita a un laboratorio artigiano». Questa tendenza ha contagiato anche la Cina, che, fino a poco tempo, era più concentrata sull’acquisto di beni materiali e che oggi potrebbe, invece, fare da volano a paesi ricchi di storia, di arte e storytelling. «Questa voglia di uscire, vedere, sperimentare, è evidente nel mondo dell’hospitality, il vero campo di gioco del lusso oggi. È in quella direzione che i brand devono andare: legare i prodotti a un viaggio, a un momento specifico, a qualcosa che si possa vivere, sentire, toccare con mano e ricordare. Le occasioni di arricchire il racconto di un marchio legandolo alla ricchezza del territorio sono infinite. Gucci e Firenze. Della Valle e il Colosseo».
La formula che fa volare l’e-commerce: tanta AI ma invisibile
Incontro con Michael Kliger, il ceo di Mytheresa, che spiega come la tecnologia debba semplificare la vita e puntare sulla velocità di «poter fare acquisti nel tempo d’attesa di un semaforo rosso».






