Un lampo di desiderio catturato sul display dello smartphone. Sospendere per un istante il flusso incessante delle immagini, ottenere con un clic le informazioni sull’oggetto che ha attratto un’attenzione prioritaria e acquistarlo in un attimo; guidati dalla tecnologia, ma sull’onda dell’emozione. Una delle innumerevoli alchimie offerte agli estimatori del lusso è un universo di tecniche di ricerca sofisticate fuse con le potenzialità dell’intelligenza artificiale. «Il cambiamento non è mai stato così veloce, e non sarà mai più così lento», esordisce Christophe Mille, che nel colosso Google ricopre l’incarico di head of luxury vertical ed è un osservatore privilegiato delle dinamiche dei consumi di alta gamma.
Con più di vent’anni di esperienza nel marketing strategico digitale, è a Google dal 2011, dove tempo fa ha lanciato il BrandLab, un’officina creativa per affinare le strategie mediatiche e la potenza dei contenuti video dei partner commerciali.
«Il 2024 ha visto il mercato del lusso affrontare sfide e incertezze; d’altro canto, però, è stato un anno cruciale per l’IA, con progressi significativi e molte opportunità per i brand», racconta. E anche per gli strumenti, come quelli di Google, che vivono nell’intersezione fra la ricerca e l’acquisto. «Le ricerche sono sempre più visive: quelle per immagini, fatte tramite Lens, sono più di 20 miliardi al mese e 1 su 4 esprime intenzioni di acquisto. In un mondo così visivo, la funzione “Cerchia e cerca”, per ottenere più informazioni evidenziando un capo o un accessorio in una foto, è uno dei modi più rapidi per portare all’acquisto», spiega.






