Lo sfratto del Caffè Greco è questione di poche ore e l’avvocato dell’ospedale Israelitico, proprietario dello storico locale, si rivolge direttamente ai gestori: "Ripristinino gli arredi, i quadri e i mobili che hanno portato via, adducendo motivi di salvaguardia ma c'è un vincolo di inamovibilità”. Quei beni dunque “devono essere restituiti alla loro sede".

Antico Caffè Greco. Roma, 27 agosto 2025. Vincenzo Tersigni/ F3Press

Lo afferma Ugo Limentani, che, insieme con i colleghi Enzo Ottolenghi, Pasquale Frisina e il professor Alberto Gambino, ha assistito l'ospedale nella lunga battaglia giudiziaria con i gestori del caffè. Dopo che anche la Cassazione si è espressa, ormai un anno fa, domani è previsto lo sfratto dei gestori dello storico locale, in via dei Condotti, di proprietà dell'ospedale.

"A rigore di legge domattina dovrebbe arrivare l'ufficiale giudiziario, eseguire lo sfratto e fare un verbale di immissione della proprietà nel possesso dell'immobile" spiega il legale, puntando il dito contro la decisione di spostare gli antichi mobili e quadri presa dai gestori. "L'intero Caffè Greco fu sottoposto a vincolo come bene di particolare importanza storico-culturale nel 1953, insieme a licenza e mobili, che quindi non possono essere asportati per vincolo di legge. In tutti questi anni abbiamo chiesto ai gestori di esibire i titoli di proprietà. Ad ogni modo - evidenzia Limentani - qualora anche siano loro gli effettivi proprietari, gli arredi devono tornare alla loro storica sede, e poi i gestori saranno indennizzati".