La regina Elisabetta II avrebbe votato contro la Brexit. Il corrispondente reale Valentine Low ha dato alle stampe un libro che dice apertamente ciò che prima nessuno aveva mai osato dire. Power and the Palace, annotando le indiscrezioni raccolte tra il personale di Buckingham Palace, i politici ed i dipendenti pubblici che la incontrarono, ha tracciato il primo vero profilo politico della regina che seppe sempre indossare la maschera pubblica che, come annotò il Times, “mai le scivolò dal volto”.

“Essere consultato, incoraggiare e ammonire”: sono questi i doveri che il sovrano britannico è chiamato ad assolvere quando messo di fronte alla politica. Così, almeno, definì la relazione tra il capo dello stato (il re) ed il capo del governo (il primo ministro) Walter Bagehot, nell’800, quando scrisse dei rapporti tra la costituzione, non codificata e vigente nel paese e la monarchia.

Chi si è attenuto tutta la vita a questi precetti, non lasciando mai sfuggire una dichiarazione, men che meno una espressione e cercando di arginare l’invadenza dei media, è stata Elisabetta II. Abile nel capire cosa dire, quando dirlo e soprattutto davanti a chi lasciarsi eventualmente andare, la regina evitò di infilarsi nell’agone politico con attenzione quando in vita; oggi però qualcuno ha parlato. Secondo quanto annotato da Low, Elisabetta II aveva idee chiare e precise su ogni argomento, “semplicemente non le condivideva”. Di più, in una intervista a Times Radio, l’autore ha sottolineato che “in realtà lei le esponeva, ogni tanto, ma chi le sentiva era molto discreto e non le divulgava”. George Osborne, ex Cancelliere dello Scacchiere e politico conservatore, una volta si dichiarò “costantemente stupito dalla schiettezza della regina” e dal fatto che questo non fosse mai emerso.