Chi oggi è in partenza per New York con una bottiglia pregiata di Brunello di Montalcino in valigia del valore di 201 dollari, destinata a essere consumata sul suolo Usa, pagherà alla dogana degli Stati Uniti una tassa di circa 30 dollari, ovvero poco più di 25 euro. Così prevede l'ultima stretta commerciale introdotta da Donald Trump sui beni personali trasportati negli Usa direttamente dai viaggiatori nei loro bagagli. Le nuove tariffe si applicano anche sui piccoli pacchi spediti via posta negli Stati Uniti.
Si salvano dalla stangata solo i beni personali fino a 200 dollari trasportati in valigia e i pacchi postali contenenti merce del valore inferiore a 100 dollari. Su tutti gli altri grava dal 29 agosto un'aliquota del 15%. Chi infila nel trolley un pezzo di parmigiano reggiano Dop stagionato del costo di 400 dollari va incontro a un dazio all'arrivo negli Usa pari a 60 dollari, sarebbe a dire poco più di 50 euro. Le tariffe del tycoon non risparmiano la moda. Per una borsetta firmata del valore di 500 dollari che il turista porta in dono a un'amica che abita negli Stati Uniti la tassa da pagare, una volta toccato il suolo statunitense, sarà di 75 dollari (circa 64 euro). Per un completo made in Italy da 700 dollari il costo sale a 90 euro circa. La presenza in valigia di questi beni va dichiarata compilando un apposito modulo (il modulo 6095B) da consegnare all'arrivo in aeroporto alla Us Customs and Border Protection, l'autorità doganale degli Stati Uniti. Il dazio del 15%, una volta superato il limite dei 200 dollari, si applica su tutti i beni destinati a rimanere sul suolo Usa, compresi quelli che non sono destinati alla vendita.










