Partita brutta, sporca e cattiva, ma vincente, e questo alla fine è ciò che conta. Jannik Sinner supera Denis Shapovalov al terzo turno degli US Open con il punteggio di 5-7 6-4 6-3 6-3, in tre ore e undici minuti di grande sofferenza, e si prende il pass per gli ottavi di finale. Non il miglior Sinner visto quest’anno, anzi: match complicato, reso spigoloso dai troppi gratuiti e da una prima di servizio che nei primi due set non ha superato il 55%. Ma proprio quando sembrava sull’orlo della crisi, il numero uno del mondo ha saputo trovare dentro di sé la forza del campione, infilando nove game consecutivi dallo 0-3 del terzo set fino al 3-0 nel quarto. Una rimonta che ha ribaltato la partita e dato la misura di quanto Jannik, anche lontano dal suo tennis migliore, sappia stringere i denti e passare attraverso le difficoltà.

Sull’Arthur Ashe l’avvio è di marca canadese. Shapovalov gioca sciolto, tira senza paura e prende subito l’inerzia del match. Il primo set si decide sul filo, ma a tradire Sinner è la percentuale di prime: doppi falli nei momenti cruciali e 7-5 Shapovalov. Denis sembra in giornata: servizio mancino incisivo, traiettorie cariche, ritmo da vero top player. Jannik, però, non scompare: nel secondo set arretra la posizione in risposta, accetta qualche scambio in più e attende il momento giusto. Sul 3-3 arriva la svolta: tre palle break consecutive e break a zero. $ il parziale che riporta tutto in equilibrio (6-4) e che fa capire come la partita non sia affatto finita.