L’epilogo (a lieto fine) è un abbraccio con un carabiniere nell’ospedale pediatrico di Desio. Il militare tiene in braccio il bimbo. Ha 6 anni. Indossa una maglietta beige e dei pantaloncini corti neri. Tra le mani ha il peluche di un pastore tedesco. Sul lettino, di fianco ai macchinari sanitari, una felpa e un altro peluche: un cagnolino. Il suo avambraccio, invece, è avvolto da una fasciatura. La ferita se l’è procurata poco prima, dopo essere stato investito da un’auto a Cesano Maderno, sempre in provincia di Monza. Un impatto lieve, tanto da lasciargli solo quel piccolo segno sotto il gomito. Era arrivato lì dopo essere uscito di casa da solo, a sei anni; aver preso un bus da Novate Milanese dove vive con la famiglia, e forse anche un treno, per ricomparire a una decina di chilometri a nord. Sempre senza nessuno. Una storia, appunto, finita con un abbraccio ma che aveva allertato la famiglia del bimbo e le forze dell’ordine.