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La Casa Bianca alza ancora la posta per esportare i propri prodotti sul mercato nipponico. Partita da 300 milioni di dollari

Un chicco di riso rischia di far deragliare la delicata intesa sui dazi tra Washington e Tokyo. Dietro alla decisione del capo negoziatore nipponico, Ryosei Akazawa, di non presentarsi giovedì 28 agosto al decimo round negoziale ci sarebbe infatti la forte irritazione nipponica davanti alla volontà di Donald Trump di inondare il paese del Sol Levante di riso a stelle e strisce.

Da oltre un mese le due parti stanno lavorando ai dettagli dell’accordo per dazi al 15% stretto lo scorso 22 luglio e, stando a quanto riferito dal quotidiano Nikkei, a rischiare di far saltare tutto è proprio l’irrigidimento di Trump che vuole includere un impegno del Giappone ad acquistare più riso americano. Per l’esattezza il 75% in più. E questo era noto da tempo visto che Trump a mezzo social aveva attaccato duramente i giapponesi la riluttanza ad acquistare riso coltivato in America («Non accettano il nostro riso, eppure hanno una massiccia carenza di riso», ha postato il tycoon ha inizio luglio).