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Ma, soprattutto, da uno che è volato da Lotta Continua ai vertici dell'editoria cartacea e televisiva sempre con la tessera di partito in tasca (è uscito dal Pd nel 2017 perché era troppo di destra) ci aspettavamo un po' più di coerenza
Piccoli accorgimenti disinteressati in caso di invidia acuta e rosicamento intenso: bloccare immediatamente i social network, astenersi dal digitare commenti dei quali ci si pentirà poche ore dopo o, nella peggiore delle ipotesi, consegnare il cellulare ad amici o familiari. In poche parole: difendersi da se stessi. Operazione che, con ogni evidenza, non è riuscita a Gad Lerner.
Minimo riassunto dei fatti: sabato mattina il Foglio di Claudio Cerasa pubblica una indiscrezione secondo la quale Giorgia Meloni vorrebbe come suo portavoce a Palazzo Chigi l'attuale direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci. Notizia che nessuna delle due parti ha confermato, ma tanto è bastato per movimentare verso il travaso la bile di Gad Lerner. "Carrierona meritata, quella di Gian Marco Chiocci, autore dello scoop del secolo: 20 minuti d'intervista a Gennaro Sangiuliano su Maria Rosaria Boccia. Così nell'Italia di Meloni si vola direttamente dalla direzione del Tg1 a Palazzo Chigi. È il giornalismo, bellezza", twitta Lerner poco dopo aver letto il Foglio e, presumiamo, dopo aver ingurgitato - senza risultato alcuno - qualche compressa di Maalox.






