PARIGI - Sopra il tunnel, adesso, un mazzo di fiori secchi e un biglietto (firmato: una madre) la chiama "Principessa di una fiaba". Ieri notte molti hanno visto quella fiaba accartocciarsi nel crepitìo delle lamiere, quando la carrozza della Principessa s’è schiantata sotto il tunnel dell’Alma, centrando il tredicesimo pilone, s’è capovolta fra le scintille e ha dato un ultimo squassante botto contro il muro rischiarato dalle lampade gialle.

Ora hanno sparso sabbia sulle chiazze di olio e sangue, e la gente piange senza ritegno sotto il sole. Un uomo si batte il petto coi pugni come un flagellante, e lacrima disperato. Mezzanotte e pochi minuti, quando la Mercedes 280 nera imbocca la rampa a sinistra che scende nel tunnel. Corre a 180, inseguita dalle moto dei paparazzi. L’ultima notte della Principessa, a rotta di collo nella notte calda per sfuggire a quegli assatanati. Henri Paul, il bretone quarantenne che è al volante, perde il controllo quando la ruota anteriore destra tocca il marciapiede: qui c’è il primo segno.

Di lì in avanti, tutto finisce in tre-quattro secondi convulsi. La Mercedes sbanda a sinistra, striscia contro tre dei trenta piloni quadrati che dividono le carreggiate. Fra l’uno e l’altro, quattro metri appena: troppo pochi perché un’auto a quella velocità possa passarci in mezzo. Il tredicesimo pilone è mezzo smangiato dal botto, e anche lì adesso ci sono mazzi di fiori. La carrozza della Principessa lo centra in pieno, uno schianto bestiale che accartoccia quasi del tutto il lungo cofano. Si ribalta, rotola a velocità pazzesca e finisce contro il muro di destra. Dicono che allora, dopo l’urlo delle lamiere che sprizzavano scintille e il colpo sordo del bestione nero contro il muro, c’è stato un attimo di silenzio. Poi sono arrivate le tre moto dei paparazzi, hanno inchiodato sbandando sulla rampa.