Jorge Luis Borges nei suoi frammenti ritrovati pubblicati come «La mappa segreta» scriveva che tutti noi pensiamo all’Ottocento come al secolo delle carrozze «e non a quello delle cassette postali rosse» per un semplice fatto: le carrozze nel Novecento sono scomparse, rimpiazzate dalla tecnologia dell’automobile, mentre le cassette postali rosse sono sopravvissute. Disegniamo il nostro immaginario collettivo del passato solo ex post, con quello che perdiamo. Una sorta di memoria del futuro come sapeva anche lo storico Marc Bloch. Ora grazie a questo «algoritmo» di Borges possiamo domandarci come ci ricorderanno i posteri. Un indizio è emerso in questi giorni: in mezzo a una crisi identitaria generalizzata della scrittura di lettere e cartoline, la Danimarca ha deciso di chiudere il servizio postale universale. Niente più cassette postali rosse, già specie in via di estinzione. Non saranno in molti a sentirne la mancanza. Ma ecco, magari i nostri posteri penseranno a noi come a gli ultimi chini sugli scrittoi a compulsare lettere come noi pensiamo ai nostri bisnonni sulle carrozze. Malinconie inutili forse.