Sono le 19:25 di mercoledì 27 agosto quando un uomo, poi scopriremo di chi si tratta perché tutta la vicenda ruota attorno a lui, si appende in piazza Dalmazia, a Firenze, alla targa che ricorda due senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, uccisi a colpi di pistola il 13 dicembre 2011 nel capoluogo toscano da Gianluca Casseri. Dondola che ti dondoli la lapide si scolla dai supporti e cade a terra rompendosi in mille pezzi. L’antifascismo, politico e giornalistico, ovviamente aveva già trovato il colpevole. Scommettiamo che già sapete a cosa ci riferiamo. Proprio quello certo: l’eterno Fascismo.

Serena Spinelli, assessore regionale al sociale, pubblica un post in cui afferma che «il razzismo fa schifo! E l’indifferenza anche». Bene, bravissima. Un po’ di insulti agli eredi del Duce nei commenti e via così. Antonella Bundu, candidata governatore per la lista Toscana Rossa, non ha dubbi e se la prende con CasaPound. Perché perdere la ghiotta occasione. «Sia impedito all’estrema destra di fare la sua festa sul territorio- che si terrà a Grosseto dal 4 al 7 settembre prossimo, ndr - rinnovando l’impegno antifascista e antirazzista che deve caratterizzare le nostre istituzioni».

Una spolverata contro Vannacci e Casaggì perché siamo pur sempre in campagna elettorale. Intanto il consigliere di Sinistra progetto comune, Dmitrij Palagi, vuole «la chiusura di CasaPound e Casaggì» davanti allo scempio della targa distrutta. Poteva mancare la Cgil fiorentina? Condanna del gesto mista alla «necessità di tenere alta l’attenzione contro ogni forma di razzismo, xenofobia e violenza, difendendo i valori di democrazia, uguaglianza e inclusione che sono alla base della nostra società». C’è anche il sindaco Sara Funaro: «La loro memoria è parte viva di Firenze e continuerà a ricordarci ogni giorno quanto l’odio e il razzismo siano una ferita per la convivenza».