Non poteva mancare la coda polemica dopo le vacanze in Alto Adige del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il caso, o presunto tale, è innestato puntualissimo dall'associazione Südtiroler Heimatbund e rilanciato dal partito separatista Südtiroler Freiheit. Due realtà che fanno del patriottismo tirolese il loro cavallo di battaglia. Riassumendo: il capo dello Stato, in occasione delle sue ferie trascorse a Siusi allo Sciliar, ha visitato il Comune di Castelrotto. Non si è trattato di un arrivo istituzionale ma di una visita all'insegna dell'informalità, come i tanti incontri che hanno contraddistinto le vacanze altoatesine di Mattarella. Il «guaio», secondo gli indipendentisti, è che ad accoglierlo c'era la sindaca Cristina Pallanch (esponente di madrelingua tedesca della Südtiroler Volkspartei) con tanto di fascia tricolore. Apriti cielo: «Avrebbe potuto accogliere il Presidente della Repubblica in modo molto più appropriato con il medaglione da sindaco. In questo modo avrebbe potuto anche dare un segnale che l'Alto Adige non è una semplice provincia dell'Italia» si legge in una lettera aperta indirizzata a Pallanch firmata da Roland Lang, presidente della Heimatbund. E ancora: «Posso chiederle, signora sindaca, di rinunciare in futuro alla fascia tricolore durante i ricevimenti di alti politici e altri ospiti nel municipio di Castelrotto e di indossare il medaglione con lo stemma comunale? Perché lei accoglie ospiti di alto rango in qualità di sindaco e non di rappresentante dello Stato!».