Gli aerei della Nato P-8A Poseidon, anche soprannominati "cacciatori di sottomarini", stanno sorvolando da circa una settimana le coste a largo della Norvegia, in cerca di sommergibili russi. Un'operazione di routine, se non fosse per il fatto che questi controlli sono aumentati vertiginosamente: sono stati registrati oltre due dozzine di voli dal fine settimana. A riferirlo è Newsweek.
Cosa succede? - Dallo studio dei dati di tracciamento di voli e navi realizzato da Newsweek, gli aerei della Nato hanno trascorso gran parte della settimana alla ricerca di sottomarini russi che potrebbero avvicinarsi a un gruppo di portaerei statunitensi operanti al largo delle coste della Norvegia. L'operazione, iniziata domenica, è guidata dagli Stati Uniti e supportata da Gran Bretagna e Norvegia. La conferma di queste manovre era arrivata anche dal Ministero della Difesa britannico, secondo quanto riporta il quotidiano britannico Express, dichiarando che l'uscita del Royal Air Force non era un'esercitazione. Mentre Nato e Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti non avrebbero rilasciato dichiarazioni.
Cosa sta facendo la Russia? - Il quotidiano norvegese The Barents Observer ha riportato mercoledì che tre sottomarini d’attacco a propulsione nucleare della classe Yasen, tra le unità più avanzate della Marina russa, hanno lasciato le loro basi navali all’inizio di questa settimana. Le imbarcazioni appartengono alla Flotta del Nord, con quartier generale a Severomorsk, nella penisola di Kola. Un'area di grande importanza perchè situata nell’estremo nord-ovest della Russia, che si affaccia direttamente sul Mare di Barents, al confine con la Norvegia. La loro uscita dai porti è un evento significativo, che potrebbe indicare l’avvio di esercitazioni su larga scala, missioni operative o manovre strategiche. Per questo motivo le autorità della Nato sarebbero in allerta.







