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Più raid su Sana'a. "Eliminati al-Rahawi, il capo della Difesa e dello Stato maggiore"

Israele prova a spazzare via la leadership degli Houthi e uccide il premier dei ribelli sciiti nello Yemen. Tel Aviv ha dimostrato la volontà di espandere le operazioni contro i gruppi sostenuti dall'Iran, in un blitz che ricorda quelli dello scorso autunno contro Hezbollah in Libano. Obiettivo questa volta il primo ministro dei miliziani Ahmed al-Rahawi, ucciso giovedì in un appartamento nel quartiere di Bayt Baws a Sana'a. Secondo il quotidiano Aden Al-Ghad, Rahawi è stato eliminato insieme ad alcuni dei suoi compagni. Non c'è stata alcuna conferma immediata da parte di Tel Aviv, mentre gli Houthi hanno smentito. Ciò evidenzia la guerra di informazione che accompagna il conflitto, con ogni parte che cerca di plasmare le percezioni di successo o fallimento di un'operazione a suo vantaggio. Dai resoconti dei media yemeniti sembrerebbe che quest'ultima incursione sia stata separata da quella nella quale Israele avrebbe bersagliato dieci ministri degli Houthi, tra cui quello della Difesa Al-Atifi e il capo di stato maggiore Al-Ghamari mentre si erano radunati in un luogo fuori Sana'a per ascoltare un discorso dal leader del gruppo, Abdul Malik al-Houthi. Fonti citate dall'israeliano Channel 13 hanno fatto sapere però che "sembra che il raid abbia avuto successo", e Ynet ha riferito che "la valutazione che l'intera élite degli Houthi sia stata eliminata sta crescendo". È intervenuto anche il ministro della Difesa dello Stato ebraico Israel Katz con parole di fuoco: "Chi alza una mano contro Israele, la sua mano sarà tagliata".