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29 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:27
La Corte costituzionale della Thailandia ha rimosso la prima ministra Paetongtarn Shinawatra dal suo incarico a causa di una telefonata al presidente del Senato della Cambogia, Hun Sen. Secondo i giudici, infatti, il contenuto della chiamata viola le regole etiche del ruolo ricoperto da Paetongtarn, tanto che già il 1° luglio era stata sospesa. La conversazione aveva al centro una disputa territoriale tra i due Paesi e secondo i critici la premier thailandese ha mantenuto un tono eccessivamente deferente nei confronti di Hun Sei. La leader 39enne si sarebbe rivolta a lui chiamandolo “zio“, aggiungendo che se avesse avuto bisogno di qualcosa se ne sarebbe occupata lei. Una volta diffusa la registrazione, è scoppiata la polemica e in molti hanno accusato Paetongtarn di non avere a cuore l’interesse della Thailandia. La disputa territoriale è poi sfociata in un conflitto durato cinque giorni in cui sono morte decine di persone e centinaia di migliaia sono state sfollate.
La Corte ha affermato che Paetongtarn ha anteposto i suoi interessi privati a quelli della nazione, danneggiandone la reputazione. “A causa di un rapporto personale apparentemente in linea con la Cambogia, era costantemente disposta a conformarsi o ad agire in conformità con i desideri della parte cambogiana”, hanno scritto i giudici in una nota. La famiglia dell’ormai ex prima ministra ha infatti un rapporto personale con Hun Sen, attraverso il padre, e secondo molti questa relazione, esposta pubblicamente, ha messo a rischio la risposta della Thailandia alla crisi territoriale.











