Dal nostro corrispondente
NEW DELHI - La crisi che da settimane paralizza la vita politica thailandese ha fatto un nuovo salto di qualità martedì quando la Corte costituzionale ha sospeso la premier Paetongtarn Shinawatra in attesa di un pronunciamento che potrebbe farla decadere dopo meno di un anno alla guida della seconda economia del Sud Est Asiatico.
La Corte ha annunciato di aver accolto un esposto presentato da 36 senatori in cui si accusa la Shinawatra di aver violato la Costituzione con una condotta «disonesta e irrispettosa degli standard etici». Le accuse scaturiscono dalla diffusione non autorizzata di una conversazione telefonica tra la Shinawatra e l’ex leader cambogiano Hun Sen, in cui la 38enne premier thailandese criticava una figura di spicco del proprio esercito in relazione al recente riaccendersi delle tensioni sul confine tra i due Paesi.
I giudici si sono dati 15 giorni per esaminare il caso. Nel frattempo il governo sarà guidato dal vicepremier Suriya Juangroongruangkit, 70 anni, una delle figure più navigate della politica thailandese. In virtù di un recente rimpasto, reso necessario dall’uscita dal governo di un partito conservatore, la Shinawatra continuerà a far parte dell’esecutivo in veste di ministra della Cultura a partire dal prossimo 3 luglio, quando è previsto il giuramento del nuovo esecutivo.






