BOLOGNA – E’ un’oasi naturale che si apre per accogliere chi qui può trovare stimoli, speranze e bellezza. E’ il sogno di due genitori che hanno saputo trasformare il dolore più grande in un dono per la comunità. E’ il Campus dei campioni, un’area di 21 ettari di verde alla confluenza fra due fiumi “a soli 8 km da piazza Maggiore” che è un piccolo pezzo di paradiso, con 12mila piante e chissà quanti animali selvatici (dai lupi agli aironi, dai caprioli agli scoiattoli), ma è soprattutto un progetto di inclusione sociale e di biodiversità. Massimo Di Menna, e docente all’università, ha iniziato a fantasticare su questo luogo – con estrema concretezza, come sanno fare gli ingegneri – quando era in ospedale con la figlia più piccola Maia, colpita da un tumore al cervello incurabile. Un sogno che è rimasto – anzi, è diventato ancor più necessario – dopo la morte di Micol, la figlia più grande.

“Ho perso due figlie, Maia e Micol. Dal mio dolore è nato un sogno: un campus nel verde”

di Micol Lavinia Lundari Perini

13 Aprile 2025

A cinque anni da quell’idea Massimo Di Menna, la moglie Margherita e la figlia Mia possono tagliare il nastro. In cinque anni hanno preso possesso dell’ex tiro al piattello di San Lazzaro, lo hanno bonificato, hanno piantumato alberi, hanno ristrutturato la palazzina centrale e il laboratorio. Sabato 13 settembre chiunque potrà vedere cosa è già il Campus dei campioni e cosa potrà accogliere da qui in avanti. Un teatrino nel bosco, un orto, un asilo parentale, la fattoria degli animali, un laboratorio di falegnameria e meccatronica. Un ristorante con 600 coperti. Un luogo che complessivamente, fra le varie attività rivolte ai bambini, ai fragili, agli anziani è capace di accogliere 1200 persone al giorno, in cui diverse associazioni trovano spazio per i loro progetti. In cui la natura è non una cornice, ma un elemento essenziale che porta salute e bellezza.