Le tecnologie sono davvero materia esclusiva di ingegneri e informatici, o stanno diventando la lingua franca di ogni professione, dall'avvocato al medico, dal linguista al manager? La questione è stata posta a Giancarlo Corò, ordinario di economia dell'Università Ca' Foscari di Venezia, che ha preso parte alla Dolomiti Summer School, l'iniziativa di orientamento organizzata da Confindustria Belluno Dolomiti per guidare gli studenti alle future scelte di studio e di lavoro.

"Le tecnologie - sottolinea Corò - sono fondamentali per ogni percorso di studio, che sia ingegneristico, medico, economico-manageriale, ma anche linguistico, dove le tecnologie vengono impiegate per la traduzione, sostituendo attività tradizionali ma allo stesso tempo liberando spazio per aspetti più complessi e creativi della professione".

Secondo Corò "qualsiasi percorso di studi una studentessa o uno studente scelga, dovrà confrontarsi con la tecnologia. Come ho appena ricordato, vale ad esempio per chi ha studiato lingue e ha seguito un percorso umanistico per dedicarsi agli aspetti interpretativi delle culture, peraltro fondamentali per comprendere i potenziali di mercato. Ma vale per molti altri percorsi: difficile immaginare oggi la professione del medico, del manager o di un avvocato senza adeguate conoscenze sull'intelligenza artificiale. Ciò che sta avvenendo - sottolinea - è la crescita di interesse verso approcci interdisciplinari, all'interno dei quali l'area umanistica può fornire contributi importanti. Diverse università stanno proponendo nuovi corsi magistrali e di specializzazione che combinano ambiti disciplinari diversi. Ca' Foscari, ad esempio, propone un corso magistrale di Scienza e tecnologia della conservazione del patrimonio culturale che mette insieme il sapere storico-artistico con quello digitale".