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29 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 14:44

Esonero secco, annunciato su X con quattro righe, per un totale di 35 parole: José Mourinho è stato liquidato dal Fenerbahçe con il minimo indispensabile, come un dipendente ormai sgradito, da rimuovere e allontanare in fretta. Mou paga ufficialmente il mancato ingresso in Champions dopo il ko nel playoff contro il Benfica (0-0 a Istanbul, 0-1 a Lisbona), ma i motivi del divorzio sono anche, e forse soprattutto, ben altri. Da tempo José era infatti ai ferri corti con i vertici del club turco e l’allenatore portoghese era atteso al varco. Alla vigilia della sfida di Lisbona, uno dei vicepresidenti, Amdik Hakin, aveva detto: “Il Benfica non ci è superiore, a Istanbul non è sembrato una potenza del calcio”. Tradotto: un modo elegante per mettere Mourinho spalle al muro e scaricare sul tecnico le responsabilità di un eventuale insuccesso.

Il presidente del Fenerbahçe, Ali Koç, 58 anni, è estremamente ambizioso. In carica dal 2018, uomo d’affari, laureato alla Rice University di Houston (Texas), analista presso la Morgan Stanley dal 1992 al 1994, proviene dalla famiglia più ricca della Turchia. Nel suo mandato, il Fenerbahçe ha vinto solo la Coppa nazionale nel 2023. L’ultimo campionato conquistato è datato 2014. La partecipazione più recente alla Champions risale addirittura al 2008-2009, quando l’avventura finì nella fase a gironi. Un bilancio sportivo negativo per un personaggio come Koç. Nell’estate 2024, arruolò Mourinho con due obiettivi ben precisi: vincere in Turchia e riportare il Fenerbahçe nella competizione europea più importante. Il tecnico portoghese ha condotto i “canarini gialli” al secondo posto in campionato e si è fermato alla porta d’ingresso della Champions: senza pensarci due volte, poco più di 24 ore dopo la bocciatura di Lisbona, Koç ha liquidato Mou.