Rimini, 29 ago. (askanews) – In un’epoca di sfide sociali e demografiche, le aziende sono chiamate a contribuire al benessere collettivo, andando oltre il solo profitto. La partecipazione e la creazione di valore condiviso sono pilastri cruciali. Al Meeting di Rimini, Generali Italia ha presentato la sua visione, incentrata sulla valorizzazione delle persone e sulla costruzione di un futuro più equo e sostenibile.
“Mettere le persone al centro non è solo uno slogan – ricorda il General Manager Generali Italia, Massimo Monacelli -, ma significa investire affinché questa partecipazione si realizzi. La legge recentemente introdotta ha un grande valore, dando sostanza all’articolo 46 della Costituzione e uno stimolo in questa direzione”. Il welfare aziendale è fondamentale, strettamente collegato alla partecipazione delle persone nell’attività d’impresa. “Le aziende con modelli di welfare evoluti – prosegue Monacelli – hanno normalmente un livello di performance, di produttività e anche dei ricavi e degli utili maggiori. È una leva strategica di business, non solo un atto di generosità imprenditoriale”.
L’impegno di Generali si estende poi alla capacità di rispondere alle esigenze di una società che invecchia. Come spiega l’Amministratore Delegato di Alleanza Assicurazioni e Chief Marketing & Product Officer di Generali Italia, Davide Passero. “C’è un tema di garantire una vita dignitosa e longeva. Credo si debba tornare a una visione di economia sociale di mercato in cui pubblico e privato fanno la loro parte. L’industria assicurativa deve farsi trovare pronta perché ha gli strumenti per affrontare il tema della previdenza integrativa, della sanità e della non autosufficienza. Deve esserci un intervento di sistema”.







