Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 11:35
Sarah Sjöström, una delle più grandi nuotatrici di tutti i tempi, ha raccontato sui social il parto drammatico del suo primo figlio. La campionessa svedese, dominatrice delle gare veloci a farfalla e stile libero, oro olimpico e più volte iridata, ha denunciato con un lungo post la gestione della sua emergenza: “Il 26 agosto alle 20:05 è venuto al mondo il nostro bellissimo Adrian, proprio nel vialetto fuori dall’ospedale, dentro un’ambulanza”. Sjöström ha spiegato di aver affrontato le prime 24 ore di contrazioni a casa, cercando sollievo con respiro e bagni caldi. Poi la decisione di andare in ospedale: “Cinque ore prima della nascita siamo andati a fare un controllo, perché sentivo che era vicino il momento. Ma ci hanno mandati a casa: ero solo a 2 cm di dilatazione”. Da lì, la situazione è precipitata.
“Poco dopo, tutto è cambiato in un attimo. Le contrazioni sono diventate insopportabili, ho iniziato a sanguinare e abbiamo subito chiamato il reparto. L’ostetrica, sentendo il mio respiro al telefono, ha capito che ero già nella fase di spinta e ha insistito per mandare un’ambulanza. L’ospedale in cui dovevamo andare era pieno”. Il viaggio verso un altro nosocomio è stato un calvario: “La corsa in ambulanza è sembrata infinita, anche se viaggiavamo a sirene spiegate. Il dolore era indescrivibile, ormai troppo tardi per qualsiasi analgesia. Credevo di non sopravvivere”.






