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Trump e gli alleati come la premier Meloni sanno che Putin risponde solo alla forza e comprendono anche la necessità di ripristinare la deterrenza persa sotto la precedente amministrazione statunitense
Il presidente Trump sta dimostrando una vera leadership nel creare un fronte unito con l'Europa per fare pressione sulla Russia affinché ponga fine alla guerra in Ucraina. La sua disponibilità ad affrontare discussioni difficili con i nostri alleati europei ha portato all'impegno storico di destinare il 5% del Pil alla spesa per la difesa dei membri della Nato, una mossa che ha gettato le basi per la rinnovata cooperazione che vediamo oggi.
Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga. Vladimir Putin non ha dato l'impressione di essere pronto a significative rinunce in cambio della pace: anzi, ha lanciato alcuni dei suoi attacchi più cruenti dell'ultimo anno pochi giorni dopo il suo incontro con il presidente Trump in Alaska il 15 agosto ed anche ieri è tornato a bombardare pesantemente Kiev. È ovvio che non rispetterà alcun trattato se non crede di subire gravi conseguenze per eventuali violazioni. Trump e gli alleati come la premier Meloni sanno che Putin risponde solo alla forza e comprendono anche la necessità di ripristinare la deterrenza persa sotto la precedente amministrazione statunitense. In base a questo ragionamento, l'unico accordo che vale la pena stipulare è quello che garantisce la sovranità dell'Ucraina e scoraggia la Russia da futuri atti di aggressione.






