«George Clooney purtroppo ha una sinusite molto grave, non parteciperà alla conferenza stampa. È molto dispiaciuto e spera comunque di poter partecipare al tappeto rosso dopo le 21», 14.30 del giorno di Clooney, quella che doveva essere la sua decima volta alla Mostra del cinema.

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Come i Dieci comandamenti scritti sulle tavole di Mosè, i veri cinefili - ma soprattutto i fan accalcati da giorni davanti alle transenne del red carpet - sanno a memoria tutte le partecipazioni di George al Lido. Primo: 1998, Out of Sight. Secondo: 2003, Prima ti sposo poi ti rovino. Terzo: 2005, Good Night, and Good Luck. Quarto: 2007, Michael Clayton. Quinto: 2008, Burn After Reading. Sesto: 2009, L'uomo che fissa le capre. Settimo: 2011, Le idi di marzo. Ottavo: 2013, Gravity. Nono: 2024, Wolfs.

I malati di gossip aggiungono altri particolari: nel 2007 e nel 2008 in Sala Grande George aveva al suo fianco Sarah Larson, ex cameriera a Las Vegas; del 2009 si ricorda la cena (con effusioni al tavolo) a Ca' Vendramin Calergi con Elibetta Canalis; per un paio d'anni, complice una battuta dell'amico Brad Pitt («Angie e io non ci sposeremo fino a che George e il suo partner non potranno farlo legalmente») lo scenario era completamente cambiato. Finché non è arrivata l'avvocatessa Amal Alamuddin, nel 2014 le nozze da favola in laguna (peraltro amatissime dai veneziani, altro che quelle di Jeff Bezos), poi i due gemelli Ella e Alexander. Dieci anni dopo le nozze, cioè l'anno scorso, George e Amal hanno calcato insieme il tappeto rosso del Lido. Dunque, "decimo", 2025 Jay Kelly. Solo che per tutta la giornata sono stati brividi. E non solo di febbre.