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Gravina ne ha discusso con la premier. Il precedente della Norvegia

La complessa questione mediorientale è arrivata anche nei saloni e nei corridoi del Grimaldi Hotel di Monte Carlo dove l'Uefa tra ieri e oggi sta allestendo il programma delle Coppe Europee 2025-26. Colloqui informali sulla vicenda Israele-Gaza in corso tra i vari dirigenti di tutte le federazioni continentali, anche se non c'è ancora una posizione ufficiale. Il presidente del massimo ente calcistico europeo Aleksandr Ceferin ha spiegato in una recente intervista alla tv slovena di ritenere legittima la discussione sull'esclusione dalle competizioni europee della nazionale e dei club israeliani, ma di essere favorevole "in linea di principio alla possibilità per tutti gli atleti di competere".

Al momento sia l'Uefa e che la Fifa attendono una presa di posizione della comunità politica internazionale come accadde ai tempi dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Quindi il calcio rimane alla finestra aspettando eventuali sviluppi dalla diplomazia mondiale. Per ora c'è solo l'inchiesta disciplinare aperta dall'Uefa per lo striscione ("assassini dal 1939") esposto dai tifosi del Maccabi Haifa, club israeliano, durante la partita coi polacchi del Rakow. Il rischio maggiore è il divieto di trasferta per i supporter.